O efeito serra no pais das maravilhas

L’EFFETTO-SERRA NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE.

parte 1) PERCHE’ LE SCOPERTE DI PLANCK, POYNTING, EINSTEIN, ECC. SMENTISCONO  LA TEORIA DELL’“EFFETTO-SERRA”; parte 2) ENTROPIA, “CLOUDS FORCING” E COSTANTE DI BOLTZMANN;

Uno degli aspetti più affascinanti della fisica, è il fatto che non di rado un medesimo fenomeno (es. trasmissione di calore, gravitazione, ecc.), può essere studiato partendo da approcci e leggi fisiche differenti, giungendo però a risultati molto simili o uguali, e che dimostrano l’intima coerenza e validità reciproca delle leggi fisiche applicate.

Ne ho avuto ancora una volta la conferma, proprio riflettendo qualche tempo fa – anche grazie alle osservazioni stimolanti di alcuni lettori di NIA – sul tema dell’”effetto-serra”, teoria sempre più contestata, e sulla quale da diverso tempo sto esponendo qui le argomentazioni che la rendono scientificamente improponibile.

Vi ricordate il romanzo “Alice nel paese delle meraviglie” di Lewis Carroll (pseudonimo di Charles Dodgson)? O l’omonimo cartoon di Walt Disney?

Si narra di una bambina che, casualmente, finisce in uno strano luogo in cui tutte le leggi fisiche (gravitazione, riflessione, impenetrabilità dei corpi, creazione “ex nihilo” di materia ed energia) sono sovvertite.

Qualcosa di simile è accaduto per la famosa teoria dell’”effetto-serra”: nonostante sovverta molte leggi fisiche, molte persone la credono vera.

Qualcuno qui – e non solo qui – ha contestato la validità dell’applicazione del 1° e del 2° principio della termodinamica all’effetto-serra, per falsificarlo, cioè per dimostrarne l’erroneità.

E tuttavia, come dicevo, proprio riflettendoci mi sono accorto che la teoria dell’effetto-serra è sbagliata non solo perché viola i due principi della termodinamica, ma anche perché altre leggi fisiche – del tutto coerenti con i principi della termodinamica – sono incompatibili con l’effetto-serra.

In altre parole, se la teoria dell’effetto serra fosse vera, dovremmo buttare a mare non solo i principi della termodinamica, ma anche le scoperte di Maxwell e Planck sull’elettromagnetismo, le metodologie di calcolo dei flussi energetici e radiativi di Poynting, i principi del calcolo vettoriale delle forze, i principi della meccanica quantistica ed ondulatoria di Bohr ed Einstein, il concetto di entropia,ecc. ecc.

Un po’ troppo, direte voi….

Eppure è proprio così, ed è per questo che – come molti altri – mi batto con forza contro questa teoria che, da circa 30 anni, ha inquinato la fisica seria con considerazioni pseudo-scientifiche che hanno divulgato una “junk-science”, una scienza-spazzatura, tra molte persone – anche di buon livello d’istruzione – confondendo le loro idee e radicando in loro convinzioni totalmente errate.

Una “junk-science” che ha inoltre la gravissima responsabilità di aver portato allo sperpero di somme enormi, che avrebbero potuto essere impiegate per risolvere altri e più gravi problemi.

Perché l’effetto-serra è solo “scienza-spazzatura”, e non ha alcuna validità dal punto di vista fisico-matematico? Qui di seguito verranno esposte sinteticamente – ma rigorosamente – le applicazioni delle leggi e dei concetti fisici e matematici che contraddicono l’effetto-serra. Chiunque voglia contestarli è libero di farlo, ma deve essere (almeno) altrettanto rigoroso, e mostrare numeri, leggi fisiche, calcoli, altrimenti perdiamo tempo, perché checché ne dicano, la matematica e la fisica non sono un’opinione.

Per capirlo analizziamo ancora una volta l’affermazione-chiave di coloro che (come l’IPCC) sostengono questa teoria.

“I gas serra assorbono radiazioni IR (infrarosse) provenienti dalla superficie terrestre, e ne rimandano una parte verso la superficie terrestre, accrescendone le temperature.”

Tutto ciò è pura fantascienza, dal punto di vista fisico, e se fosse vero significherebbe che 150 anni di fisica dovrebbero finire nel cestino, da Maxwell a Bohr,  da Planck ad Einstein, e dovremmo studiare le favole di Alice.

Il concetto fondamentale è che le radiazioni IR (come tutte le radiazioni) sono onde elettromagnetiche, e cioè sono onde (e quindi entità fisiche immateriali), che  – come hanno scoperto Bohr ed Einstein – possiedono una duplice natura sia corpuscolare che ondulatoria.

http://it.wikipedia.org/wiki/Onde_elettromagnetiche#Natura_quantistica_della_radiazione_elettromagnetica

E dunque sono al tempo stesso onde e particelle – fotoni, granellini privi di massa – che muovendosi nello spazio spostano energia, e non materia.

Ma le onde elettromagnetiche sono anche forze, come sono forze la gravità, l’attrito, ecc.

I vettori

Tutte le forze vengono descritte, in fisica, da un ente geometrico che è denominato vettore, tramite il quale è altresì possibile effettuare calcoli su di esse. Insomma: senza i vettori in fisica non si lavora e non si riesce a fare i calcoli.

http://www.crema.unimi.it/didattica/matedisc/Vettori1_2.html

In pratica il vettore è una freccia,® un segmento tramite il quale possiamo dire che una determinata forza fisica ha una direzione (nord, sud, ecc.) un verso (avanti, indietro) e un modulo (quantità: 1, 3, 25…ecc.), che corrisponde all’intensità di quella forza..

Quindi, anche le radiazioni IR, propagandosi nello spazio e nell’atmosfera, trasportano energia, ed essendo forze possono essere descritte matematicamente da onde e vettori.

Quando la superficie terrestre – riscaldata – emette energia termica, cioè radiazioni IR, in proporzione alla temperatura (e sappiamo che più un corpo è caldo, più radiazioni IR emette, per lo meno entro il limite del c.d “calor bianco” circa 1200° C.) questa energia viene solitamente quantificata attraverso un’unità di misura che è il W/m2, cioè watt per metro quadrato.

Queste radiazioni IR, in forma di onda elettromagnetica, si dirigeranno spontaneamente verso il corpo più freddo, cioè l’atmosfera (il calore si muove sempre spontaneamente dal corpo più caldo a quello più freddo per il secondo principio della termodinamica, e quindi secondo il c.d “gradiente termico”), quindi possiamo utilizzare un vettore che ha direzione atmosfera, verso in avanti ­, e modulo, ad esempio, di  240 (W/m2) che indica l’intensità della radiazione emessa.

Ora, noi sappiamo che le molecole  dei gas dell’atmosfera a loro volta assorbiranno solo una parte di questa radiazione, e poi ne rimanderanno il resto in tutte le direzioni, quindi anche verso la superficie terrestre.

Questa è un’altra legge fisica invalicabile, che stabilisce che una radiazione, andando ad incidere su di un corpo (es. molecole di CO2), si scompone in tre coefficienti: a) riflettività (che determina quanta parte di quella radiazione viene riflessa) b) assorbimento (che stabilisce quanta radiazione viene assorbita da quel corpo) c) trasmittanza (che determina quanta parte di radiazione fuoriesce da quel corpo e viene dispersa).

http://it.wikipedia.org/wiki/Irraggiamento#Grandezze_dell.27energia_raggiante

La somma di quei coefficienti DEVE dare 1 (= 100%), sempre per un’altra legge fisica insuperabile che è il principio di conservazione dell’energia, cioè sempre il famoso 1° principio della termodinamica, che stabilisce che in un sistema isolato (ed il sistema Terra – atmosfera – Sole è isolato, come in generale si considera isolato il sistema universo) l’energia rimane costante, quindi non si crea, né si distrugge, ma si trasforma.

Quindi, anche se – per ipotesi – avessimo la possibilità di riflettere al 100% una radiazione incidente su un corpo (e peraltro non succede mai, perché anche uno specchio assorbe mediamente lo 0.01% di radiazione incidente, quindi ne rimanda il 99.99%, non il 100%), NON avremmo mai una radiazione riflessa che possa essere più grande per intensità di quella incidente.

Ammettiamo che il 50% di queste radiazioni (onde) IR venga rimandato dai gas atmosferici verso Terra, come sostiene l’IPCC.

I flussi termici

Dal punto di vista fisico avremo allora un nuovo vettore, che ha direzione superficie terrestre, verso indietro¯, modulo/intensità = 120 (50% di  240 W/m2 = radiazioni ricevute da terra), cioè in pratica avremo un’onda elettromagnetica descritta da un vettore opposto al primo.

Quindi, in sostanza avremo due frecce in direzione opposte­¯: una verso l’alto (energia radiante in uscita dalla superficie terrestre verso l’atmosfera) con un modulo pari a 240, e l’altra verso il basso (energia radiante rimandata al suolo dai gas atmosferici), con un modulo di 120.

Per le regole matematiche del calcolo vettoriale, per calcolare l’effetto di queste due onde che si incontrano e sovrappongono provenendo da direzioni opposte,  è sufficiente sommare algebricamente il vettore 240 con quello 120, che però – essendo un vettore opposto nel verso – avrà segno meno (-) davanti, quindi avremo 240 – 120 = 120 (W/m2)

Ciò significa che l’incontro e la sovrapposizione di queste due onde non crea affatto energia addizionale, perché due onde elettromagnetiche che si incontrano provenendo da direzioni opposte non possono essere sommate, per calcolare l’effetto energetico di una loro sovrapposizione, ma vettorialmente vanno sottratte.

L’equazione del flusso termico è pertanto la seguente:

http://en.wikipedia.org/wiki/Heat_flux

∂ E entrante ∂ E uscente = ∂ E accumulata

∂t                      ∂t                              ∂t

che si legge semplicemente come: l’energia termica accumulata da una superficie in un tempo t è uguale alla differenza tra la variazione del flusso termico in entrata (lasciando costante il flusso in uscita) e la variazione flusso termico in uscita (lasciando costante il flusso in entrata).

Il vettore di Poynting

Un grande fisico, Robert Poynting, ha utilizzato questo concetto per elaborare una importante legge fisica che viene utilizzata abitualmente per calcolare la potenza del flusso di energia che attraversa una superficie, e tale legge prende appunto il nome di “vettore di Poynting”, e viene normalmente usata in fisica ed ingegneria per il calcolo dei flussi radianti ( termici ed elettrici).

Il vettore di Poynting, e quindi la potenza di un flusso radiante attraverso una superficie.è dato dalla seg. formula:

http://en.wikipedia.org/wiki/Poynting_vector

S = E ^ H

Dove S è il vettore di Poynting, E è il campo elettrico ed H quello magnetico.

Quindi il flusso di energia radiante attraverso una superficie è pari al flusso del vettore di Poynting attraverso di essa, ed il modulo (intensità) di quel vettore è dato semplicemente dal prodotto della intensità (modulo) dei due campi (elettrico e magnetico), mentre la sua direzione coincide con quella di propagazione.

Ma ciò significa che due flussi di energia radiante – dal suolo e dall’atmosfera – potranno essere individuati da due vettori di Poynting, con verso opposto.

Quindi in definitiva anche la scoperta di Poynting conferma – dal punto di vista elettromagnetico – la relazione vettoriale sui flussi termici nelle superfici.

In pratica è semplicemente un flusso di energie radianti attraverso una superficie, se in superficie avete 240 di energia in uscita, e solo 120 in entrata, ovviamente non riuscirete mai ad avere 1 W/m2 in più sulla superficie, quindi non riuscirete mai ad innalzare la temperatura della superficie (sappiamo che un incremento di energia radiante IR accresce la temperatura della superficie su cui incide).

Per farlo dovreste avere almeno 241 W/m2 in entrata a contrastare i 240 W/m2 in uscita, e allora avreste come risultante un vettore di modulo/intensità 1 W/m2 e verso rivolto alla superficie terrestre, quindi in quel caso avreste un incremento di 1 W/m2 dell’energia radiante in superficie, e dunque un aumento di temperature.

Ad ogni istante – anzi secondo – avete 240 W/m2 che escono dalla superficie terrestre, e quindi TOLGONO energia, mentre nello stesso istante avete 120 W/m2 che entrano dall’alto (dai gas atmosferici), e quindi IMMETTONO energia.

Dopo un certo periodo la superficie si raffredderà, perché comunque avete un flusso costante di energia radiante di modulo (intensità) 120 in uscita dalla superficie terrestre.

Oppure, pensate ad un recipiente bucato, dal quale fuoriescano 240 litri di acqua in un’ora, mentre un rubinetto aperto contemporaneamente ne fa entrare solo 120 in un’ora.

Ovviamente non riuscirete mai a far salire il livello dell’acqua, perché anche se il flusso in uscita si dimezza, dopo che avete aperto il rubinetto, avrete comunque ogni ora 120 litri che si perdono, e alla fine il recipiente si svuoterà.

I flussi termici seguono lo stesso principio.

Ecco quindi dimostrato matematicamente e fisicamente (meccanica ondulatoria) che l’ipotesi divulgata dall’IPCC, e cioè che la “backradiation” dei gas atmosferici possa accrescere le temperature al suolo, è FALSA.

Ripetiamo ancora: la semplice restituzione di radiazioni infrarosse da parte dei gas atmosferici (più freddi, e quindi incapaci di rimandare radiazioni IR più intense) NON può fare salire le temperature alla superficie terrestre (che sono più alte e quindi inviano più radiazioni IR verso l’atmosfera), e chi lo dice non sa nulla di fisica (oppure se sa mente, sapendo di mentire, il che è molto peggio), e divulga “junk-science” cioè spazzatura pseudoscientifica.

PARTE 2

L’entropia

Ma non è finita, perché c’è un altro importantissimo concetto della fisica e della termodinamica, che viene violato palesemente dalle teoria dell’effetto-serra.

Si tratta del concetto di entropia, che misura la perdita di capacità di conversione del calore in lavoro di un sistema, al variare della temperatura della sorgente di calore, ed è espressa dalla relazione: ∆S = ∆Q/T, dove ∆S è la variazione di entropia del sistema, ∆Q è la quantità di calore scambiato, e T la temperatura alla quale lo scambio avviene.

L’entropia è una legge fisica universale, poiché si può considerare l’intero universo come un sistema isolato.

Lasciate perdere le dicerie popolari da web, secondo cui “l’entropia è in contrasto con l’evoluzione”.

In realtà tutti i sistemi, anche quelli biologici ed evolutivi altamente organizzati, per organizzarsi producono lavoro, e quindi cedono calore ed invecchiano, e dunque obbediscono alla legge fondamentale, secondo cui l’entropia totale dell’universo è in continuo aumento, poiché non è mai possibile convertire al 100% il calore perduto da un corpo in lavoro meccanico (mentre il lavoro si può convertire al 100% in calore)

Ma per tornare all’effetto-serra, è interessante notare che TUTTI gli scambi termici che avvengono sulla Terra e nell’atmosfera obbediscono rigorosamente al principio dell’entropia (che peraltro è un corollario del 2° principio della termodinamica, di Clausius).

E infatti, se osserviamo i passaggi di calore dalla superficie terrestre all’atmosfera, e viceversa, possiamo verificare che vale la relazione entropica fondamentale:

∆Q/Tg>∆Q/Ts, dove Tg sono le temperature dei gas atmosferici, e Ts le temperature della superficie terrestre.

Questo significa che nel momento in cui la superficie terrestre riscaldata dal Sole cede una determinata quantità di calore (∆Q) ai gas atmosferici,  l’entropia acquistata dai gas è maggiore della diminuzione di entropia della superficie

Ma è facile notare che la relazione di cui sopra è soddisfatta solo se Ts>Tg, cioè se la temperatura della superficie (Ts) è maggiore di quella dei gas atmosferici (Tg).

Ma la relazione entropica è confermata nell’atmosfera anche dai fenomeni di c.d. “inversione termica”, ad esempio quando si verificano eruzioni vulcaniche che scaldano l’alta troposfera ma schermano i raggi solari in entrata, oppure al Polo, o nei luoghi molto innevati, dove per l’effetto albedo i raggi solari vengono riflessi e non riescono a scaldare le superfici innevate. Oppure là dove – esempio centri urbani – vi è una cappa di smog, e il Sole non riesce a riscaldare i terreni.

http://it.wikipedia.org/wiki/Inversione_termica

In queste situazioni si inverte il normale gradiente termico, e le superfici dei suoli sono più fredde dei gas in quota, almeno fino a quote comprese tra poche centinaia di metri e qualche km.

Ma in tal caso, dal punto di vista entropico, avremo un accrescimento di entropia a livello del suolo, per la cessione di calore dagli strati caldi più alti a beneficio dei suoli più freddi, sì che varrà la relazione ∆Q/Ts>∆Q/Tg, relazione evidentemente soddisfatta solo se Tg>Ts, cioè se le temperature dei gas atmosferici sono più alte di quelle dei suoli.

Ma tutto ciò significa solo che in natura TUTTI gli scambi di calore si organizzano sulla base del principio di entropia, mentre non si può verificare mai – come affermato da chi sostiene l’effetto-serra – una situazione in cui all’accrescimento dell’entropia dei gas atmosferici si riscontri un contemporaneo aumento dell’entropia della superficie terrestre.

In tal caso dovrebbe valere allora la relazione ∆Q/Ts=∆Q/Tg, relazione che è soddisfatta solo, essendo uguali per definizione le quantità di calore scambiate, per uguali temperature sia dei gas che dei suoli, ma ciò sarebbe un assurdo logico e , poiché laddove esistono uguali temperature tra due corpi NON si verificano passaggi di calore, e quindi non vi sarebbe alcuna entropia, contraddicendo la definizione fondamentale vista all’inizio.

Il rallentamento del raffreddamento ed il simultaneo “clouds forcing”

Qualcuno aveva osservato che su Wikipedia italiana l’effetto-serra veniva definito come capacità dei gas atmosferici di trattenere il calore, anche senza far aumentare le temperature della superficie terrestre. Definizione condivisibile, come visto più volte.

Peccato che anche nell’articolo di Wikipedia non venga tenuto in alcun conto il simultaneo “chilling forcing”, o “clouds forcing”, cioè l’effetto raffreddante delle nubi e del vapore acqueo da cui sono formate.

Questo è un errore madornale, da parte di coloro che sostengono l’esistenza di un ipotetico effetto-serra, perché ovviamente non ha senso sostenere che il vapore acqueo e la CO2 sono “gas-serra”, e contribuiscono a trattenere il calore nell’atmosfera, senza però esaminare cosa altro fanno nubi (vapore acqueo), umidità e CO2.

Anche qui è una questione di flussi: il flusso di radiazioni solari ad alta frequenza in entrata che le nubi in parte bloccano, ed il flusso di calore in uscita, sotto forma di raggi infrarossi, trattenuto dalla presenza degli stessi elementi gassosi. Quante più nubi avete, tante più radiazioni solari in entrata vengono bloccate.

Come già accennato nel precedente articolo (“Il mito dell’effetto-serra va in frantumi”) in realtà l’atmosfera terrestre raffredda più di quanto non scaldi, e fin dal 1994 ci sono numeri precisi che lo dimostrano.

Come documentato da Hartmann http://www.climate4you.com/ReferencesCited.htm

le nubi (soprattutto quelle a bassa quota) da sole schermano circa il 30% della radiazione solare in entrata, con un potente effetto albedo.

Quindi è stato calcolato che se ipoteticamente venissero rimosse tutte le nubi, la quantità di radiazioni solari ad onda corta in entrata passerebbe da 239 W/m2 a 288 W/m2, mentre le radiazioni in uscita (ad onda lunga IR) passerebbero da 234 W/m2 a 266 W/m2, quindi si avrebbe un incremento di radiazione solare pari a 17 W/m2.

http://www.climate4you.com/ClimateAndClouds.htm#Cloud%20cover%20effects%20on%20climate

Ma siccome l’ipotesi di eliminare le nubi equivarrebbe ad eliminare l’evaporazione di suoli ed oceani, e quindi ad eliminare praticamente il 100% dei c.dd. “gas-serra” (vapore acqueo e CO2 che è contenuta nelle nubi), abbiamo anche qui una conferma matematica del fatto che l’atmosfera non crea alcun “effetto-serra”, perché il forcing rinfrescante di nubi + CO2 prevale su quello di trattenimento del calore.

Conferma matematica che peraltro – come già scritto nell’articolo precedente – è suffragata dall’esperienza comune e dall’osservazione dei fenomeni climatici naturali.

Infatti all’equatore e ai tropici – dove la copertura nuvolosa, l’umidità, le piogge e la CO2 raggiungono i valori massimi sulla Terra – le temperature massime estive hanno valori attorno a 27°-28° C in media, e ben raramente salgono oltre i 32° C, mentre i valori minimi (proprio per il fatto che le nubi e l’umidità trattengono il calore anche di notte) non scendono quasi mai sotto i 15°C.

E per contro, nei deserti, dove non esistono “gas-serra”, se non per quantità ridottissime, e dove non vi sono insediamenti umani o industrie, le temperature max estive possono raggiungere facilmente i 50°C all’ombra ed oltre.

La costante di Boltzmann malamente applicata

Infine, c’è un’altra legge fisica che è stata malamente applicata, e che ha portato a credere erroneamente che vi fosse un “effetto-serra” dell’atmosfera, e che la presenza di quest’ultima aumentasse le temperature della superficie terrestre di ben 33°C.

La legge fisica è quella di Kirchhoff, sul calore emesso dai corpi irradiati, in base alla quale la radiazione emessa da una superficie irradiata, in W/m2, è pari alla costante di Stephan Boltzmann (σ = 0,000000056704) moltiplicata per la temperatura di quella superficie (in gradi Kelvin) elevata alla quarta potenza.

(W/m2 = σ T4)

Il fatto è che questa legge vale per le superficie piane in 2D che, in base all’ipotesi del “corpo nero”, cioè all’ipotesi che la superficie irradiata assorba tutte le frequenze dello spettro solare come un corpo interamente scuro, restituiscono il 100% della radiazione ricevuta.

Ma l’esperienza e la sperimentazione hanno dimostrato che questa ipotesi NON vale per i corpi solidi reali in 3D ed in rotazione, come i pianeti ed i satelliti, perché non è in grado di calcolare la quantità di calore che un corpo solido è in grado di immagazzinare di giorno, e di restituire di notte.

Applicando la costante di Boltzmann, infatti, si arriverebbe alla conclusione erronea che al tramonto del Sole la temperatura di un pianeta dovrebbe precipitare subito, poiché tutto il calore ricevuto dal Sole dovrebbe essere restituito solo di giorno.

E invece non è così, poiché l’esame delle temperature lunari, nel corso delle numerose missioni Apollo, e della strumentazione che da oltre 40 anni è presente sulla Luna, ha permesso di determinare che di giorno (e il giorno lunare dura circa 14 giorni terrestri!) il suolo lunare si scalda 20°C meno del previsto, mentre di notte (e la notte lunare dura circa 14 notti terrestri!) il suolo lunare è di ben 60°C più caldo di quanto previsto dalla legge di Kirchhoff.

Questo perché i suoli lunari assorbono meno calore del previsto di giorno, e ne restituiscono più del previsto di notte, come del resto accade su qualsiasi pianeta, compresa la Terra.

E poiché la Luna non ha alcuna atmosfera, ecco dimostrato sperimentalmente che la legge di Kirchhoff e la costante di Boltzmann sono approssimazioni rozze e semplicistiche, inapplicabili ai corpi solidi rotanti, poiché se la Luna nella realtà è di 40°C più calda del modello teorico, allora se volessimo utilizzarlo dovremmo giungere all’assurda conclusione che anche sulla Luna c’è “l’effetto-serra” e i 40°C di differenza sono dati dall’atmosfera che trattiene il calore.

Assurdo, appunto, perché la Luna NON ha atmosfera, ne gas.

http://www.ilovemycarbondioxide.com/pdf/Greenhouse_Effect_on_the_Moon.pdf

Eppure per la Terra si è applicato quel metodo, si è detto: “siccome in base alla legge di Kirchhoff la Terra dovrebbe essere 33°C più fredda, la differenza è data dall’atmosfera che trattiene il calore”.

Ma la sperimentazione lunare ha dimostrato che ciò è errato, e usare la legge di Kirchhoff sui corpi solidi sferici in rotazione è un po’ come applicare le formule per calcolare le aree delle figure piane, al calcolo dei volumi dei solidi.

Voi che direste se qualcuno volesse convincervi che il volume di un cubo di 10 cm. di lato è pari alla somma delle aree delle sei facce (600), anziché alla misura del lato elevata alla terza potenza (1000)?

Eppure è concettualmente quanto si è fatto per calcolare il calore emesso dai pianeti irradiati dal Sole!

La prova ulteriore che la costante di Boltzmann e la legge di Kirchhoff sono inapplicabili ai pianeti ed ai satelliti rotanti, è fornita anche da un fatto che si è scoperto solo nel 1997, e cioè che la stessa NASA (che pure ha usato spesso la costante di Boltzmann nelle sue tavole per illustrare l’effetto-serra), fin dai primi anni ’60 aveva capito che non era possibile usare quel metodo per calcolare con precisione le temperature lunari, e infatti NON lo usò quando si trattò di mandare gli astronauti sulla Luna con le missioni Apollo!

Si è scoperto che la NASA utilizzò un algoritmo speciale con un correttivo che teneva conto delle variazioni di radiazione solare durante l’intera “giornata” lunare.

E ultimamente è stata proprio la scoperta di queste reticenze da parte dei vertici della NASA, ad innescare il c.d. “NASA-gate”, cioè il coinvolgimento della magistratura americana per costringere l’ente spaziale ad aprire i cassetti, e a rendere noto ciò che per anni è stato nascosto.

Ma di ciò si parlerà in un altro articolo.

Ma prima, e per riassumere:

L’effetto-serra non esiste, e non vi è alcuna legge fisica, né osservazione di fenomeni che accadono sulla Terra e nell’atmosfera che permetta di riscontrarlo.

Il riscaldamento del nostro pianeta è dovuto – come ha osservato il prof. Nahle dell’università di Monterrey http://biocab.org/Induced_Emission.html – al riscaldamento dei suoli e degli oceani, e all’energia termica che questi accumulano e rilasciano. I gas atmosferici possono solo rallentare lievemente il raffreddamento notturno della superficie terrestre, ma questo loro effetto notturno è peraltro controbilanciato e soverchiato dal “clouds forcing”, dal simultaneo effetto “rinfrescante” che le nubi (che sono formate al 100% da “gas-serra”: vapore acqueo e CO2) producono di giorno, e che è stato ben quantificato (Hartmann, 1994).

Ma per riassumere, ecco le leggi fisiche fondamentali  che la teoria dell’effetto-serra infrange, o mal applicate:

–         1° principio della termodinamica (è impossibile creare nuova energia con la “backradiation”, l’energia che un corpo restituisce non può mai essere maggiore di quella ricevuta)

–         2° principio della termodinamica (i corpi più freddi come i gas atmosferici non possono alzare la temperatura di quelli più caldi come la superficie terrestre, e viceversa)

–         Mancato uso dei vettori nel calcolo dei flussi di calore ( un flusso di calore in entrata non può mai essere sommato ad uno in uscita, ma va sottratto)

–         Mancato uso del vettore di Poynting (due flussi di calore opposti sono onde elettromagnetiche opposte, che hanno due direzioni di propagazione opposte, e quindi vale la regola vettoriale di cui sopra)

–         Entropia (tutti gli scambi di calore sulla Terra e nell’atmosfera si organizzano seguendo la legge dell’entropia, che è incompatibile con un ipotetico “effetto-serra”)

–         Mancata considerazione del “clouds forcing” (non ha alcun senso considerare solo l’effetto di trattenimento del calore di nubi, umidità e CO2, quando questi “gas-serra” hanno nel contempo un evidente effetto di schermatura delle radiazioni solari in entrata, che prevale sempre sul primo)

–         Costante di Boltzmann e legge di Kirchhoff malamente applicate (non è possibile applicare la costante di Boltzmann a corpi solidi in rotazione come i pianeti ed i satelliti, perché i dati sperimentali dimostrano che in tal modo non si può calcolare correttamente la radiazione trattenuta e restituita dai suoli riscaldati)

Ecco, come vedete vi sono ben 7 metodologie o leggi fisiche assolute ed insuperabili, che vengono violate, o disapplicate, o applicate a sproposito (costante di Boltzmann), da parte dei “climatologi” alla moda, che sostengono la teoria dell’”effetto-serra”.

Magari qualcuno di voi è più bravo di me, e riesce a trovare altre leggi fisiche violate.

Ma per quanto mi riguarda, quanto sopra è più che sufficiente per ritenere mera spazzatura pseudo-scientifica quella teoria, e mi indigna il fatto che una cosa simile abbia finito per trovare spazio ovunque solo per motivi ideologici e politici, che nulla hanno a che vedere con la Scienza.

Continuare a parlarne – come fanno i media ignoranti – o fingere di accettarla per convenienza (come fanno alcuni scienziati ignavi e opportunisti) è gravissimo e vergognoso, ed è solo il segno della corruzione profonda che pervade l’epoca attuale, in cui per denaro o quieto vivere troppa gente è disposta ad accettare anche le menzogne più spudorate.

IlikeCO2.

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